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    Road Book 2017

    ROAD BOOK TARTUFO TRAIL RUNNING® 2017

    10^ edizione - 8  Ottobre 2017

    ( In nero : road book tecnico - In verde : cenni storico/culturali )

     
    I percorsi della TARTUFO TRAIL RUNNING® fanno parte di quel territorio dell'Appennino Tosco-Emiliano che dal 9 Giugno 2015 è stato dichiarato dall' UNESCO “Riserva MAB ” (Man and the Biosphere), un importante riconoscimento che promuove e dimostra una relazione equilibrata fra “L'Uomo e la Biosfera” fra la nostra comunità e gli ecosistemi di questo terrritorio. 
    La TartufoTrail Running® si snoda nella zona in cui si riproduce il “tuber uncinatum Chaten”, meglio conosciuto come Tartufo Nero di Fragno o tartufo invernale. Questo tipo di tartufo è riconosciuto dalla Comunità Europea e dal Ministro delle Politiche Ambientali, e ne fissa le zone geografiche tipiche di produzione come: la media Val Baganza, la Val Taro e la Val Parma Monte. L'invito è pertanto di godervi i suggestivi paesaggi che andrete ad incontrare e …...gustarvi qualche piatto tipico con il Tartufo Nero di Fragno, presso gli ottimi ristoranti del luogo. 
    La TARTUFO TRAIL RUNNING® è una corsa in ambiente naturale, in completa autosufficienza alimentare, su terreno vario di piste e sentieri dove la natura in alcuni punti se ne è riappropriata. Quattro le distanze: 17 Km. ( con D+ 930 m.), 28,4 Km. (con D+ 1.273 m.), 51,7 Km. (con D+ 2.530 m.) e 67,8 Km. (con D+ 3.490 m.). I percorsi impegnativi, comprendono passaggi su sentieri di montagna con tratti di tipo escursionistico (tipo E) e le condizioni possono essere molto difficili (vento, freddo, nebbia, pioggia o neve), la tempuratura può variare da + 20 gradi a – 5 gradi. Pertanto è indispensabile una buona preparazione fisica, un accurato allenamento, una reale capacità d'autonomia personale, una conoscenza della montagna e la massima prudenza. E' vivamente consigliato aver già partecipato ad altri trail meno impegnativi, prima di questa gara. Tutti i percorsi sono segnalati con segnavia triangolari (lati cm. 12) e frecce direzionali giallo riflettente. Sono previsti: N. 1 punto di controllo (PC) sul percorso di 17 Km, N. 3 punti di controllo ( PC ) sul percorso di 28,4 Km., N. 6 punti di controllo (PC) sul percorso di 51,7 Km. e sul percorso di 67,8 Km. Tutti i PC sono presidiati da personale dell'organizzazione. Per attestare il proprio passaggio ogni concorrente dovrà punzonare ad ogni PC.
    In caso di ritiro il concorrente dovrà obbligatoriamente comunicarlo ad un qualsiasi PC consegnando il pettorale.
     

    Domenica 8 Ottobre 2017 – ore 08:00 – in Piazza Europa – Calestano (PR)

    Partenza unica e controllata per il primo km. con “lepre locale” attraverso le antiche vie del Borgo di Calestano.
    Se non siete ancora troppo di corsa, potrete ammirare la struttura urbanistica che è di origine medievale. L'impianto primitivo, probabilmente incentrato su un edificio emergente ora scomparso, è in parte mascherato dal successivo sviluppo edilizio; l'asse principale del borgo correva in direzione Est-Ovest, (Borgo Manone) che percorrete in salita. Dove oggi si trova la strada principale, Via Mazzini, scorreva un tempo il Rio di Sant'Agata, interrato nella prima metà dell' 800. Nella parte inferiore del centro abitato si trovano alcune “corti” chiuse: Corte Rignani e Corte Ortalli, con un cortile selciato su cui guarda un edificio basso con loggiato ad archi abbassati in laterizio e Palazzo Barbieri, che con un loggiato di più ordini si affacciava su una corte ora trasformata in piazzetta. Nella chiesa di San Lorenzo, fonte battesimale in marmo della seconda metà del 500; dipinto di scuola parmigiana del 1600 (Gloria del Paradiso) alcuni pregevoli quadri del XVII secolo; una coppia di acquasantiere (1605); nella terza cappella a destra ricchissima cancellata del 1677; coro ligneo del XVIII secolo.
    Si arriva sino all'uscita del paese dove potrete subito far selezione sul primo ripido pendio. Breve tratto pianeggiante per raggiungere il borgo di Borsano. Qui si svolta a dx dove inizia una salita costante fra carpini e querce.
    Prevalentemente nel versante sud è possibile osservare le formazioni spontanee di pino silvestre (Pinus sylvestris). Questi sono il residuo di vaste associazioni vegetali dell'epoca post-glaciale in cui il clima era spiccatamente continentale; il pino silvestre nelle nostre zone appenniniche rappresenta oggi uno dei limiti meridionale dell'areale di indigenato in Italia, rivestendo quindi una straordinaria importanza dal punto di vista botanico e naturalistico, considerato che, secondo alcuni studiosi, rappresenterebbe una varietà ecotipica a sé stante rispetto al pino silvestre dell'areale alpino.
    Il tracciato vi condurrà prima a Cà Masano e poi sul piccolo crinale di Chiastre della Rondinella da dove si gode un'ottima panoramica sulla Val Baganza. Attenzione, scendere prima a sx , imboccando una ripida discesa, prima terrosa e poi sassosa e pericolosa; dopo 300 m. circa svoltare a dx sul ripido sentiero che vi porterà a Ronzano, che lascerete sulla vostra sx. (5° km) .Proseguite scendendo a dx sulla strada ghiaiata per raggiungere Ramiano. Qui troverete due fontane prima di passare a lato della Chiesa
    dedicata ai Santi Gervaso e Protasio, (è circondata da un impianto urbanistico antico, tipico dei paesi posti a mezza costa; all'interno una Pala del XVII sec. con l'originale cornice intagliata; Croce astile in argento sbalzato e cesellato del XVII sec.)
    Davanti alla Chiesa,si trova un'altra fontana la cui vasca è ricavata da un grosso tronco di quercia centenaria. Una breve ma ripida salita al 7° Km vi metterà su una pista ghiaiata con pendio costante che vi porterà a Predarezzo.

    PER CHI HA SCELTO DI CIMENTARSI SUL PERCORSO CORTO DI 17 KM

    poco dopo il 7° Km, prendere il sentiero a destra, dove una ripida salita vi condurrà alla Capanna ai piedi del Monte Sporno e qui vi ricongiungerete agli altri percorsi della Tartufo.

    PER CHI INVECE PROSEGUE SUGLI ALTRI PERCORSI (28,4 KM - 51,7 KM- 67,8 KM)

    in prossimità di Predarezzo, sulla dx vedrà degli appezzamenti con basse recinzioni: sono le tartufaie.
    In prossimità del 9° km, superata la recinzione di una tartufaia, proseguire diritti abbandonanto la strada ghiaiata per un sentiero che con saliscendi, attraverso boschi di roverelle e carpini vi porterà sulla piana di Costa dei Merli. Raggiunta la strada asfaltata (10°km) girare a dx per arrivare a Vallerano, (11° km)
    dove troverete diverse interessanti costruzioni in località Torre. Arbinella, Fabiola e Casa Bianca. La chiesa dedicata a San Giacomo, di origine medievale, è stata riedificata nel '700.
    Davanti al cimitero c'è una fontana e in centro al paese troverete il 1° ristoro. Proseguendo, se adesso vi siete scaldati, inizia la vera salita. Nel cortile di Casa Belletti, girare a sx dove dopo circa un km. incontrate il PC 1 (13° km) (ricordatevi di punzonare). In caso di pioggia il terreno è fangoso e pesante. A seguire un tratto in cui si alternano strappi in salita a brevi pianori in cui riprendere fiato. In prossimità di M.te Milano,scendere sulla pista a sx per un breve tratto e poi svoltare dopo circa 500 mt a dx. Qui un ripido sentiero vi condurrà sul crinale di M.te Bosso, da dove potrete godere un'ottima panoramica.
    Se avete fortuna, vedere volteggiare l'aquila reale. Una coppia ha infatti nidificato e procreato a poca distanza, precisamente a Casarola.
    Scesi dal crinale, (km 16) prima un saliscendi e poi un tratto in discesa su carraia vi portano all'inizio di un'impegnativa salita D+ 320 mt che vi condurrà sul Monte Sporno. (km 19,7). Facile è l'incontro con caprioli, volpi e tassi. Molto impegnativo l'ultimo tratto, quando inizia la ripida salita su sassaia. Giunti alla sommità, dove c'è il monumento degli Alpini, prendetevi un secondo per ammirare, da questa splendida terrazza, l'intera Pianura Padana, sino alle Alpi e ricordatevi di punzonare il CP 2 . (km. 19,7 ).
    Dopo la ripida discesa, sempre su sassaia, che diventa particolarmente viscida e pericolosa in caso di pioggia o neve, all'altezza della capanna rifugio,

    DOVE SI RICONGIUNGONO COLORO CHE PARTECIPANO ALLA 17 Km.

    girare a sx, dove dopo 1,8 km. arriverete al PC 3
    Ristoro N. 2 e CANCELLO ORARIO. (21,8°km). Chi arriva prima delle ore 11:40 può scegliere se salire a sx per i percorsi lunghi di 51,7 e 67,8 km, (se iscritto per tali percorsi) oppure scendere a dx per il percorso corto di 28,4 km. Chi transita dopo le ore 11:40, proseguirà obbligatoriamente sul percorso corto.
    I concorrenti della 17 Km. devono scendere obbligatoriamente a destra.

    PER CHI PROSEGUE A DX SUL PERCORSO CORTO DI 28,4 KM e 17 KM

    Il più è fatto: ancora una breve salita e poi tutta discesa; prima la pista ghiaiata della Costa del Castellaro con una bella veduta sulla sottostante vallata del Moneglia e poi giunti al bivio, sulla strada ghiaiata, girare a dx e proseguire sulla carraia a volte terrosa, a volte rocciosa che vi porta all' Oratorio di Iano,
    costruito nel 1630 probabilmente ove sorgeva un precedente edificio sacro fin dal 1230. Di linea elegante con pietre squadrate agli angoli, rosone centrale e campanile quadrato con quattro monofore. Nei pressi anche un'interessante casa torre e edifici di interesse storico.
    Attenzione all'attraversamento stradale (25°km.) dove il traffico è aperto, (seguire le indicazioni dei segnalatori), e una volta scesi nel greto del Moneglia, costeggiarlo e attraversarlo proseguendo sino alle recinzione della prima casa di Calestano. Prendere a sx la carraia che salendo costeggia prima le recinzioni e poi sbucati sull'asfalto scendere 50 mt. poi girare a dx sul ciotolato finale che vi porterà sotto “l'Arco di Trionfo” davanti alla Baita del Alpini. Potete fermarvi, siete arrivati.
    Bravi e complimenti.
    (IN CASO DI RITIRO AVVERTIRE L'ORGANIZZAZIONE E RICONSEGNARE IL PETTORALE)

    PER CHI PROSEGUE A SX SUI PERCORSI LUNGHI DI 51,7 e 67,8 KM 
    (solo per chi arriva al PC 3 prima delle ore 11:40 ed è iscritto per tali percorsi)

    Proseguite sullo sterrato in salita e lasciato alle spalle il bosco di latifoglie vi troverete immersi in un bosco di conifere ad alto fusto; non siete sulle Alpi, ma ancora sull'Appennino.
    Frequenti in questa zona gli incontri con famiglie di cinghiali; vedrete infatti le loro numerose “raspate” con zolle sollevate alla ricerca di cibo.
    In discesa raggiungete Passo Fragno (25° km.) (attenzione all'attraversamento stradale con traffico aperto ) e proseguite diritto sulla carrabile spartiacque da dove potete ammirare a sx la Val Parma e a dx l'Alta Val Baganza. Arrivati a Case Lombatti, sulla strada asfaltata, prendere prima a sx e dopo circa 200 mt, abbandonare l'asfalto e svoltare a dx nella carraia (qui in basso a dx c'è la sorgente di Signatico con ottima acqua fresca) che vi porterà sino alla località “il Corno”, (31,4°km) dove sorge un vecchio edificio in pietra, tutto ristrutturato. Qui la pista diventa bella, con ghiaietto fine: percorretela per circa 500 mt. poi svoltate a sx, proseguendo sulla pista che vi porta ai piedi del Montagnana. Passato il cancelletto vi aspetta l'ultimo strappo per arrivare alla Cappelletta, il punto più alto della corsa, (mt 1305) dove è posizionato il ristoro N.3 ed il PC 4 (km. 32,5) (ricordatevi di punzonare).
    In caso di cattivo tempo le condizioni possono essere veramente difficili, vento, freddo, nebbia, pioggia e neve. Si scende zig-zagando nel magnifico e variegato bosco di faggi sino a Costa Avana (km. 34,6).

    QUI I DUE PERCORSI DI DIVIDONO:

    • PER LA 67,8 KM. PROSEGUIRE A SINISTRA
    • MENTRE PER LA 51,7 KM. SCENDERE SULLA DX

     


    I CONCORRENTI DELLA 51,7 Km CHE SCENDONO SULLA DESTRA

    percorrendo un single-trak, all'altezza del pilone della linea elettrica,dovranno svoltare a dx, dove prima un ripido pendio e poi un lungo sottobosco li condurranno sino alla pista ghiaiata. Qui al PC 5 A (ricordatevi di punzonare) si svolta a sx scendendo sulla ghiaiata per circa 2 km, sino ad arrivare ad un tornante, dove si abbandonerà la strada ghiaiata per la carraia a dx che scende sino alla località Margolese.

    Qui a Margolese si ricongiugeranno con i concorrenti della 67,8 Km.

     


     

    I CONCORRENTI DELLA 67,8 Km PROSEGUONO SEGUENDO IL SENTIERO PRICIPALE CHE SVOLTA A SINISTRA

    Qui inizia una serie di sentieri di una bellezza unica, carichi di storia e di significati. Dopo un tratto leggermente ondulato e veloce, subito dopo le abitazioni in sasso di Casarola, ci si addentra in una stretta valle. Una salita costante conduce sul crinale a metà strada fra il M.te Montagnana ed il M.te Cavalcalupo.
    Si svolta a destra e dopo circa 600 metri ed una leggera salita, ancora a destra seguendo il sentiero che si addentra in un magnifico bosco di cerri, carpini e faggi. Qui vi potrete ristorare ad una magnifica sorgiva.
    Proseguendo, alcuni sentieri C.A.I. condurranno prima a Piovolo e poi al Colnello, dove una grossa frana nel 2013 ha cambiato il paesaggio. Dopo una lunga e veloce discesa passerete a lato di una parete verticale di chiara natura conglomeratica: è il “Dente del Gigante”.
    Qui inizia la “Via degli Scalpellini” che collega gli opposti versanti della Val Baganza, ripercorrendo il tracciato seguito fino agli anni '50 , dagli scalpellini locali per raggiungere i luoghi di estrazione della pietra disseminati lungo la dorsale.
    Subito dopo entrerete nel piccolo villaggio di Chiastre che attreverserete sino a raggiungere la strada sottostante. (km. 43,4 ).
    All'uscita di Chiastre, fate molta attenzione all'attraversamento stradale, siate molto prudenti ed attenti in quanto il traffico è aperto.
    Subito dopo l'attraversamento troverete una fontana e proseguendo sulla pista ghiaiata principale, sempre in discesa, passerete a fianco dei “Salti del Diavolo”, (una spettacolare formazione sedimentaria di età cretacica ( 80 – 82 milioni di anni). Un allineamento di strette guglie e pareti rocciose che emergono in modo brusco ed improvviso per alcune decine di metri rispetto al terreno circostante) sino a raggiungere il greto del Torrente Baganza, dove i resti del “Ponte del Diavolo” ricordano i disastri dell'alluvione del 2014. Il guado per raggiungere l'altro versante arriva al 45° km.
    Dopo una ripida salita, in prossimità dell'abitato di Cassio, svoltare a destra, dove la “Via degli Scalpellini” si innesta sulla “Via Francigenaun'asse escursionistico di rilevanza Europea che ricalca l'omonima strada utilizzata nel Medioevo dai pellegrini provenienti dall'Inghilterra e dalla Francia per raggiungere Roma.
    Proseguendo sulla Via Francigena, (senza mai salire sulla sovrastante Strada Statale della Cisa, pena la squalifica) una volta arrivati al villaggio de “La Villa” proprio in corrispondenza della fontana, svoltare a destra e ricordatevi di punzonare al PC 5b. (50° km.) dove è posizionato anche il ristoro N. 4 .Qui inizia un magnifico sentiero ciotolato, dove in alcuni tratti è ancora visibile la canalina di raccolta dell'acqua al centro, utilizzato un tempo dai contadini per portare i loro carri di grano al vecchio Mulino di Ravarano situato sulla sponda del sottostante Torrente Baganza.
    Un sentiero ormai in disuso e di una bellezza unica, delimitato per lunghi tratti da muretti di sassi posati a secco, assemblati e levigati con una precisione che lascia intuire quanto era grande l'arte di questi “Mastri Scalpellini“.
    Arrivati nuovamente nel greto del Baganza, guadato il torrente si risale verso il piccolo paese di Ravarano, sovrastato dall'omonino Castello.
    L'edificio fortificato, il cui nucleo originario fu costruito intorno all'anno 1.000 è collocato in posizione dominante sulla valle.
    All'uscita di Ravarano , fate molta attenzione all'attraversamento stradale, siate molto prudenti ed attenti in quanto il traffico è aperto.
    Poco prima dell'attraversamento stradale (km. 53.) troverete il secondo CANCELLO ORARIO a 9h 30' dalla partenza (CHIUDE ALLE ORE 17:30 ). Chi transita dopo tale orario dovrà abbandonare e riconsegnare il pettorale al personale dell'organizzazione. Un servizio navetta provvederà a riportarvi in zona arrivo a Calestano davanti alla Baita degli Alpini.
    Proseguendo sempre sulla salita costante ed impegnativa, per la fatica che comincia a farsi sentire, arriverete in località

    MARGOLESE DOVE I TRACCIATI DELLA 51,7 Km E DELLA 67,8 Km SI RICONGIUNGONO.

    Sbucati sulla strada asfaltata (ma per soli 500 mt) girare a dx. La salita è leggera e continua sino al primo gruppo di case di Vigolone.
    Qui svoltate a dx ed una ripida salita vi porterà in località Ginepro (40,3° km., oppure 56,3° km.) dove troverete il ristoro N. 4 per chi arriva dal percorso della 51,7 km. oppure n. 5 per i concorrenti della 67,8 km. Per i concorrenti della 51,7 km è qui previsto il secondo CANCELLO ORARIO a 8h.00' dalla partenza (CHIUDE ALLE ORE 16:00). Chi transita dopo tale orario dovrà abbandonare e riconsegnare il pettorale al personale dell'organizzazione. Un servizio navetta, provvederà a riportarvi in zona arrivo a Calestano davanti alla Baita degli Alpini.
    Di fronte, ma dall'altra parte della vallata vedrete Canesano che raggiungerete percorrendo il sentiero, con saliscendi ma all'incirca sulla stessa curva di livello, passando prima poco sotto la Fonte di San Giovanni e poi nella zona detta “Brugnara”, dove le numerose sorgive assicurano un po' di fango tutto l'anno. In caso di pioggia il terreno è particolarmente scivoloso e pesante. Un km prima di Canesano (44°km oppure 60° km) troverete un rubinetto d'acqua sulla casetta di un pozzo sulla dx, poi un'altra fontana con vascone in paese. All'uscita della carraia ghiaiata, a Canesano, (ricordatevi di punzonare il PC N. 6 al km 44,7 / oppure km. 60,7 ) svoltare prima a dx e dopo due tornanti, all'altezza della Chiesetta, prendere a sx la carraia che vi porterà alla Piana del Lago (non cercate il lago perchè non c'è). Avete terminato le salite. Se riuscite a far girare le gambe potrete gustare la lunga e bella discesa lungo il crinale che sovrasta il torrente Moneglia. Fate particolare attenzione all'ultimo tratto particolarmente ripido, roccioso e sconnesso che in caso di pioggia diventa particolarmente insidioso. Sbucati sull'asfalto scendere per 50 mt.e dopo girare a dx sul ciotolato finale che vi porterà sotto “l'Arco di Trionfo” davanti alla Baita del Alpini. Potete fermarvi, siete arrivati.
    Bravi e complimenti.
    In caso di RITIRO è fatto OBBLIGO di avvisare prima possibile il personale di gara presente sui PC e consegnare il pettorale. In caso di mancata comunicazione di ritiro e del conseguente avvio delle ricerche del corridore, ogni spesa derivante, verrà addebitata al corridore stesso.
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